Parrocchia di Cavarzano - Sito


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Chiesa dei Ss.Quirico e Giulitta

Le Chiese

Solo il 29 agosto 1948 Cavarzano diviene parrocchia.

Il 1346 documenta inoppugnabilmente l'esistenza del sacro edificio del quale però nulla conosciamo circa la struttura, ampiezza ecc... Quasi certamnete era di modeste capacità: una piccola aula con abside (rettangolare o semicircolare) e un campanilino (a vela o a cavaliere).

La chiesa che oggi vediamo - alla quale fanno riferimenti le fonti archivistiche - è stata costruita ex novo da don Costantino Egregis, cappellano di Cusighe dal 1534 al 1584, il cui stemma accompagnato dall'iscrizione esplicativa, è dipinto sul muro della cantoria, dietro il parapetto del pontile. Per merito di don Costantino, nipote ex matre dell'illustre umanista Pierio Valeriano, il tempio viene completamente affrescato con scene cristologiche, episodi della vita dei titolari e di san Giorgio.

Nel 1624, durante la Visita presieduta dal vicario generale Felice Persicini in sostituzione del vescovo Lollino (1596-1625), viene ammirata l'armoniosa struttura della chiesa, i copiosi affreschi aventi uno spiccato carattere didattico, l'imponente altar maggiore (al quale manca ancora la pala) e i minori dalle ancone elegantemnete intagliate e dorate (quello di destra è dedicato a san Michele arcangelo, mentre l'altro a san Girolamo). I sedili per i fedeli sono infissi nei muri dell'aula; non mancano le suppellettili culturali nè i paramenti.

Nel diario della Visita condotta nel 1627 dal vescovo Giovanni Dolfin (1626-1634) si apprende l'attestazione dell'esistenza della sacrestia ubicata a settentrione.

La minuziosa illustrazione regozziana ci offre una visione estremamente chiara e definita, sia della struttura architettonicam che degli arredi. La chiesa è "infossata" rispetto al piano del cimitero, perchè bisogna scendere qualche gradino per entrare, il campanile è a torre, il soffitto originariamente a capriate è coperto da tavore lignee, Estremamente interessante è la notizia della bipartizione dell'aula con il "rastrello" per separare gli uomini dalle donne, secondo un'antichissima consuetudine in auge non solo in molte chiese venete, ma anche in quelle del Friuli, Trentino ecc...
Il confessionale reca un vistoso fastigio carico degli stemmi intagliati del vescovo Bembo e delle nobili famiglie San Martini e Doglioni.
Il Regozza, continuando la sua relazione, presenta poi gli altari: "Il Maggiore intitolato a S. Quirico [...] la Pala d'intaglio dorata, la Pittura in tela con l'Immagini della B.V., S. Quirico, S. Carlo [...] i gradini della mensa in legno dorati con sei candelieri d'ottone, Tabelle, Antipetto. Fuori dal Presbiterio a destra vi è l'Altare della B. V. del Rosario [...] Pala d'intaglio dorata pittura in tela con l'immagine della B. V. di S. Domenico, S. Rosa, S. Giovanni e altri. Per accedere a questo altare vi sono dure gradeini in pietra e predella di legno.
Anche l'altare di S. Antonio Abate è praticamente identico; cambia però il soggetto della pittura in tela.
Alle muraglie del Presbiterio vi sono bancali con gli schienali. Attorno al Presbiterio vi sono gli affreschi con i Martiri S. Quirico e S. Giulitta, attorno alla Chiesa vi sono varie pitture fatte sul muro.

Durante la seconda metà del Settecento, nel contesto del programma decorativo dell''aula, si distrugge l'antico e ormai desueto soffitto ligneo costantemente ricordato dalle foni archivistiche, per edificarne uno nuovo al centro del quale viene fatto eseguire l'affresco con il martiriio del titolare.

Nel 1904, a fianco dell'altare minore di destra, su di una mensola, è collocata la statua di sant'Antonio da Padova, reggente il gioioso Infante. La scultura di Angelo Maier, di non comune raffinatezza tecnico-esecutiva e di garbata sensibilità compositiva, è molto cara alla devozione popolare tanto da essere onorevolmente menzionata più volte nei protocolli curiali.

L'erezione canonica delle stazioni della Via Crucis è del 22 aprile 1883;i piccoli olii oggi esposti, ben armonizzati con l'insieme, si debbono al pittore contemmporaneo Luigi Vardanega.

La chiesa dal 1948 è elevata a parrocchiale e come tale rimane in funzione sino sll'8 dicembre 1967, quando il vescovo Gioacchino Muccin benedice il nuovo tempio dedicato alla "Madonna della Strada".

Attualmente è officiata nella ricorrenza dei santi Titolari (15 luglio) e in qualche altra rara occasione.

(da: "Le chiese della parrocchia di Cavarzano" F. Vizzutti)


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