PARROCCHIE DELL’OLTRARDO

 

VIA CRUCIS SERALE

Accompagnati da S. Francesco d’Assisi

 

- 27 Marzo 2026 -

♪♪ CANTO: Te al centro del mio cuore ♪♪

 

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Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.Ho bisogno di incontrarti nel mio cuore/

di trovare te, di stare insieme a te:

unico riferimento del mio andare,

unica ragione tu, unico sostegno tu.

Al centro del mio cuore ci sei solo tu.

 

Anche il cielo gira intorno e non ha pace,

ma c'è un punto fermo è quella stella là.

La stella polare è fissa ed è la sola,

la stella polare Tu, la stella sicura Tu. 

Al centro del mio cuore ci sei solo Tu.

 

RIT. Tutto ruota intorno a Te, in funzione di Te,

e poi non importa il come, il dove e il se.

 

Che tu splenda sempre al centro del mio cuore,

Il significato allora sarai tu,

Quello che farò sarà soltanto amore.

Unico sostegno tu, la stella polare tu

al centro del mio cuore ci sei solo tu. Rit.

 

Segno di croce e saluto

 

Dal Decreto di indizione del Giubileo Francescano 2026

“Se è mirabilmente vero che "non esiste sotto il cielo altro nome dato agli uomini" (Cfr. At 4,12) all'infuori di Gesù Cristo, Redentore dell'umanità, è altrettanto straordinariamente vero che tra dodicesimo e tredicesimo secolo, in epoca di guerre cosiddette sante, rilassatezza di costumi, malinteso fervore religioso, "nacque al mondo un sole" come scrive Dante: Francesco, che, da figlio di un ricco mercante, si fece povero e umile, vero alter Christus in terra, fornendo al mondo tangibili esempi di vita evangelica e reale immagine di perfezione cristiana.

Il nostro tempo non è molto dissimile da quello in cui visse Francesco, e proprio alla luce di questo il suo insegnamento è forse oggi ancor più valido e comprensibile. Quando la carità cristiana langue, l'ignoranza dilaga come il malcostume e chi esalta la concordia tra i popoli lo fa più per egoismo che per sincero spirito cristiano; quando il virtuale prende il sopravvento sul reale, dissidi e violenze sociali fanno parte della quotidianità e la pace diventa ogni giorno più insicura e lontana, questo Anno di San Francesco sproni tutti noi, ciascuno secondo le proprie possibilità, ad imitare il poverello d'Assisi, a formarci per quanto possibile sul modello di Cristo, a non vanificare i propositi dell'Anno Santo appena trascorso: la speranza che ci ha visti pellegrini si trasformi ora in zelo e fervore di fattiva carità”.

 

Preghiamo.

Guidaci, Signore, sulla via della Croce, e fa’ che possiamo contemplare con vera fede il mistero della tua Pasqua di morte e risurrezione con l’ardore di S. Francesco, che sentì la tua voce parlare dal Crocifisso e si unì al tuo dono d’amore portando sul corpo le ferite della Passione.

Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Amen.

 

1ª stazione: GESU’ PREGA NEL GETSEMANI

- A cura delle Catechiste di Sargnano -

Dal Vangelo secondo Luca

Immagine che contiene disegno, schizzo, arte, illustrazioneGiunto sul luogo, Gesù disse ai discepoli: «Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio

e pregava dicendo: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà”. Entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra. 

 

Francesco, uomo di preghiera

Francesco “fatto preghiera”, così Tommaso da Celano definisce il santo. “Non era tanto un uomo che prega, quanto piuttosto egli stesso tutto trasformato in preghiera vivente”. Quando il suo spirito era nel pieno del fervore, egli con tutto l’esteriore e con tutta l’anima si ritrovava già in Dio. La preghiera era la sua consolazione, la sua difesa.

 

Commento

Nel Getsemani, la preghiera è una lotta reale tra l'angoscia umana e l'obbedienza filiale. Il sudore di sangue segna il momento in cui la volontà di Cristo si offre totalmente al Padre. Il Santo di Assisi incarna questa dedizione diventando egli stesso "preghiera vivente". Per Francesco, pregare non è chiedere benefici, ma chiedere la forza di amare e compiere la volontà di Dio.

 

Preghiera

“Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio, concedi a noi miseri, per la forza del tuo amore, di fare quello che sappiamo che tu vuoi e di volere sempre quello che a te piace, affinché sempre più interiormente purificati, interiormente illuminati e infiammati dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del tuo Figlio diletto, il Signore Gesù Cristo e, con l’aiuto della sola tua grazia, giungere a te, o Altissimo, che nella Trinità perfetta e nell’Unità semplice vivi e regni e sei glorioso, Dio onnipotente, per tutti i secoli dei secoli. Amen”.

 

 

♪♪ CANTO: Dal Profondo o Signore ♪♪

 

RIT. Dal profondo, o Signore, gridiamo il tuo nome

Dalle strade del mondo vogliamo tornare a te

Dal profondo, o Signore, gridiamo il tuo nome:

Solo in te la vita risplenderà.

 

E tu ci guiderai sulla via che porta a te

Donerai salvezza all’umanità Rit.

 

E Tu accoglierai l’uomo che ritorna a te

Una grande festa tu farai per lui. Rit.

 

E tu illuminerai ogni nostra oscurità

Splenderà il tuo volto dentro di noi Rit.

 

E tu ridonerai la tua pace all’umanità

E verrà il tuo regno in mezzo a noi Rit.

 

 

2ª stazione: GESU’ ARRESTATO RIFIUTA LA VIOLENZA

- A cura del Gruppo Azione Cattolica di Cusighe -

Dal Vangelo secondo Matteo

 

Giuda si avvicinò a Gesù e disse: "Salve, Rabbì!". E lo baciò.

E Gesù gli disse: "Amico, per questo sei qui!". Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: "Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. 

 

Francesco, uomo di pace

Dalla “Fratelli tutti” di Papa Francesco: “I processi effettivi di una pace duratura sono anzitutto trasformazioni artigianali operate dai popoli, in cui ogni persona può essere un fermento efficace con il suo stile di vita quotidiana…c’è un artigianato della pace che ci coinvolge tutti…”.

 

Commento

Gesù viene tradito da un suo discepolo e arrestato come un malfattore. Di fronte alla violenza, non reagisce: rifiuta la logica della forza e invita a rimettere la spada nel fodero. Anche nel momento dell’ingiustizia, sceglie la via della mitezza e della fiducia in Dio.

San Francesco ha vissuto qualcosa di simile: deriso, giudicato, rifiutato – tradito – persino da chi gli era più vicino. I familiari lo credono pazzo e gli amici si allontanano da lui, come gli abitanti di Assisi quando lo vedono a chiedere l’elemosina per le vie della città. A tutti loro non ha risposto con rabbia, ma con la pace del cuore. Ha scelto di disarmarsi, diventando un uomo capace di costruire ponti invece che alzare muri.

Anche a noi può capitare di fare scelte controcorrente e di essere fraintesi, esclusi o criticati, e per questo siamo tentati di difenderci con durezza, con parole taglienti o atteggiamenti aggressivi. Il Vangelo ci indica un’altra strada, non quella dell’apostolo che ha impugnato la spada, ma quella della Pace. Essere cristiani oggi significa avere il coraggio di non rispondere al male con il male, di non lasciarsi trascinare nella spirale della violenza, ma di essere, come Francesco, artigiani di pace nelle relazioni quotidiane, sapendo che è per il bene nostro seguire il volere di Dio, anche se va contro ogni logica umana.

 

Preghiera

Ripetiamo insieme: Donaci la tua pace

 

Signore aiutaci a guardare l’altro che ci giudica, ci umilia, ci tradisce, come un fratello e a non ricorrere ad alcuna forma di violenza, per portare avanti le nostre scelte. Preghiamo. Rit.

 

Signore, rendici capaci di costruire relazioni vere, libere dall’orgoglio e dal desiderio di prevalere sugli altri. Preghiamo. Rit.

 

Signore, fa’ di noi strumenti della tua pace, perché nelle nostre famiglie e comunità possiamo essere segno di riconciliazione e di amore. Preghiamo. Rit.

 

Signore, quando ci troviamo in ruoli di responsabilità e siamo chiamati a decidere anche per gli altri, donaci un cuore giusto e mite, capace di rifiutare ogni forma di violenza e di cercare sempre il bene comune. Preghiamo. Rit.

 

 

♪♪ CANTO: Preghiera semplice ♪♪

 

O Signore fa’ di me uno strumento

fà si me uno strumento della tua pace,

dov’è odio che io porti l’amore

dov’è offesa che io porti il perdono,

dov’è dubbio che io porti la fede

dov’è discordia che io porti l’unione,

dov’è errore che io porti verità

a chi dispera che io porti la speranza.

 

RIT. O Maestro dammi tu un cuore grande

che sia goccia di rugiada per il mondo

che sia voce di speranza, che sia un buon mattino,

per il giorno d’ogni uomo

e con gli ultimi del mondo sia il mio passo lieto

nella povertà, nella povertà.

 

O Signore fa’ di me il tuo canto

fa’ di me il tuo canto di pace

a chi è triste che io porti la gioia

a chi è nel buio che io porti la luce.

È donando che si ama la vita

è servendo che si vive con gioia,

perdonando che si trova il perdono

è morendo che si vive in eterno.

 

 

3ª stazione: GESU’ CONDANNATO E CARICATO DELLA CROCE

- A cura del Gruppo famiglie Katecinepizza di Cavarzano -

 

Dal Vangelo secondo Matteo
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Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.Allora Gesù disse ai suoi discepoli: "Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? 

 

Francesco, uomo che fa una scelta radicale di vita

La scelta radicale di San Francesco d'Assisi di seguire Cristo si fonda sull'imitazione letterale del Vangelo, vissuta attraverso la povertà assoluta, l'umiltà e la fraternità. Per Francesco, seguire Cristo significava spogliarsi di tutto per essere liberi di amare.

 

Commento

“Prenda la sua croce”. Qui in realtà l’evangelista adopera il verbo “sollevare”. Era il momento in cui il condannato doveva sollevare da terra il patibolo, cioè l’asse orizzontale della croce, caricarselo sulle spalle, e poi raggiungere l’asse verticale fisso dove veniva appeso.

È il momento tremendo del tragitto fino alla croce durante il quale la folla presente si sentiva autorizzata ad insultare e malmenare il condannato, disprezzandolo. Allora Gesù dice: “Se volete venirmi dietro rinunciate ad ogni forma di ambizione e di successo, accettate di perdere completamente la reputazione, di essere completamente soli”.

Va sottolineato che la croce nei vangeli mai fa riferimento ai dolori, alle malattie, alle sofferenze che si incontrano nella vita. Dio non manda le croci, ma la croce viene presa dall’uomo come scelta libera per seguire Gesù. E per seguire Gesù bisogna essere pienamente liberi.

E chi tiene alla propria reputazione, chi tiene al proprio nome, chi tiene alla carriera, al successo, non è una persona libera e non può seguire Gesù.

Gesù conclude: “Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà”. Quindi Gesù conclude affermando che chi vive per sé stesso distrugge la propria esistenza, chi vive per gli altri è quello che la realizza in pienezza.

Francesco ne è un grande esempio; pur di essere libero e seguire Gesù lascia le sue ricchezze, spoglia sé stesso di tutto davanti al popolo, davanti a suo padre e davanti al vescovo, accetta di perdere la sua reputazione, di essere giudicato come un pazzo e un mendicante, pur di essere libero e seguire Gesù.

800 anni dopo, come lo vedrebbe la nostra comunità? Un figlio di papà che ha scelto la strada sbagliata? Un estremista? Un fanatico?

 

La preghiera di S. Francesco davanti al Crocifisso di S. Damiano

O alto e glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio. Dammi una fede retta, speranza certa, carità perfetta e umiltà profonda. Dammi, Signore, senno e discernimento per compiere la tua vera e santa volontà. Amen.

 

 

♪♪ CANTO: Vieni e seguimi ♪♪

 

Lascia che il mondo vada per la sua strada.

Lascia che l'uomo ritorni alla sua casa.

Lascia che la gente accumuli la sua fortuna.

Ma tu, tu vieni e seguimi, tu vieni e seguimi.

 

Lascia che la barca in mare spieghi la vela.

Lascia che trovi affetto chi segue il cuore.

Lascia che dall'albero cadano i frutti maturi.

Ma tu, tu vieni e seguimi, tu vieni e seguimi.

 

E sarai luce per gli uomini

e sarai sale della terra

e nel mondo deserto aprirai

una strada nuova. (2v)

E per questa strada va', va'

e non voltarti indietro, va'. (da capo)

...e non voltarti indietro.

 

 

4ª stazione: GESU’ INCONTRA SUA MADRE

- A cura del Cammino neocatecumenale di Don Bosco -

 

 

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Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.Dal Vangelo secondo Luca

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

 

Francesco, uomo che sposa Madonna Povertà

Dall’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco: “La povertà e l’austerità di san Francesco non erano un ascetismo solamente esteriore, ma qualcosa di più radicale: una rinuncia a fare della realtà un mero oggetto di uso e di dominio”.

 

Commento

Le parole che Simeone rivolge a Maria annunciano che la presenza di suo figlio obbliga a prendere posizione, smaschera i cuori e rivela ciò che ciascuno porta dentro. Seguire Cristo non è un cammino facile, ma implica partecipazione alla sofferenza e alla verità.

Come nell’esperienza di San Francesco di Assisi l’incontro con Cristo cambia radicalmente il cuore e il modo di stare nel mondo. Da una parte, Egli mette in crisi le nostre sicurezze e svela le nostre intenzioni; dall’altra, propone uno stile di vita libero dal possesso e aperto alla relazione.

 

Preghiera

Signore, tu che scruti i nostri cuori, donaci il coraggio di accogliere la tua verità, anche quando ci mette in discussione. Aiutaci a vedere il tuo amore in ogni situazione della vita e ad essere disposti a lasciarci trasformare da esso come hanno fatto Maria e Francesco. Fa che, anche nella prova, restiamo uniti a Te. Amen.

 

 

♪♪ CANTO: Ave Maria Verbum Panis ♪♪

 

RIT. Ave Maria, Ave! / Ave Maria, Ave!

 

Donna dell'attesa e madre di speranza, ora pro nobis.

Donna del sorriso e madre del silenzio, ora pro nobis.

Donna di frontiera e madre dell'ardore, ora pro nobis.

Donna del riposo e madre del silenzio, ora pro nobis. Rit.

 

Donna del deserto e madre del respiro, ora pro nobis.

Donna della sera e madre del ricordo, ora pro nobis.

Donna del presente e madre del ritorno, ora pro nobis.

Donna della terra e madre dell'amore, ora pro nobis. Rit.

 

 

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Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.5ª stazione: GESU’ AIUTATO DAL CIRENEO

- A cura del Gruppo Scout Cavarzano -

Dal Vangelo secondo Matteo

Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo. Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di lui.

 

Francesco, uomo dell’amore ai poveri

Papa Leone XIV: “È bene ricordare alcune parole di San Francesco sui poveri: «Quando vedi un povero – diceva il Santo di Assisi – ti vien messo davanti lo specchio del Signore e della sua Madre povera. Così pure negli infermi sappi vedere le infermità di cui Gesù si è rivestito». E un giorno, volendo dare a un bisognoso il suo mantello e riflettendo sulla condivisione fraterna dei doni di Dio, aveva affermato: «Bisogna che restituiamo il mantello […] [al] povero: perché è suo. Difatti noi lo abbiamo ricevuto in prestito, fino a quando ci sarebbe capitato di trovare qualcuno più povero di noi» (ivi, 1143)”.

 

Commento
Gesù viene spogliato della sua tunica, gli tolgono tutto, anche ciò che resta della sua dignità. È un momento duro, in cui sembra esserci solo solitudine e fatica. E proprio dentro questa fatica entra in scena il Cireneo, chiamato a portare la croce insieme a Lui. Forse non lo sceglie, forse all’inizio è costretto, ma quel gesto, passo dopo passo, diventa incontro e condivisione.

Ed è proprio qui che questa tappa ci parla: nessuno è fatto per portare il peso da solo. Quando qualcuno si accorge di te e ti si mette accanto, anche la croce più pesante cambia. Non sparisce, ma diventa più sostenibile, perché è condivisa. Questo è lo spirito di servizio: non aspettare, ma saper vedere. Accorgersi dell’altro, fermarsi, scegliere di esserci. È lo stesso stile di San Francesco, che non è rimasto distante dalla sofferenza, ma è andato incontro ai poveri e ai malati. Li ha riconosciuti, si è lasciato toccare dalla loro fatica e ha deciso di condividerla. Così anche per noi: la vita di ogni giorno ci mette accanto persone che fanno fatica, ma sta a noi accorgercene davvero. Perché il rischio è passare oltre; invece il Vangelo ci invita a fermarci, a guardare meglio, a fare un passo verso l’altro.

 

Preghiera

Ripetiamo insieme: Aiutaci a servire, Signore.

 

Per la Chiesa, perché sappia essere sempre segno concreto di servizio e vicinanza, capace di accorgersi delle fatiche delle persone e di camminare accanto a chi è più fragile, senza lasciare indietro nessuno. Preghiamo. Rit.

 

Per chi nella vita sta portando una croce pesante, fatta di solitudine, malattia o difficoltà, perché possa incontrare persone pronte a condividere il suo cammino e a rendere più leggero il peso. Preghiamo. Rit.

 

Per chi ogni giorno si dedica ai poveri, ai malati e agli ultimi, sull’esempio di San Francesco, perché continui a servire con amore e semplicità, trovando nella condivisione la forza per andare avanti. Preghiamo. Rit.

 

Per noi giovani, perché attraverso le esperienze di vita insieme possiamo scoprire la bellezza dell’aiutarsi, del portare un po’ del peso dell’altro e del non lasciare mai indietro nessuno. Preghiamo. Rit.

 

 

 

♪♪ CANTO: E sono solo un uomo ♪♪

 

Io lo so Signore, che vengo da lontano

prima nel pensiero e poi nella tua mano;

io mi rendo conto che Tu sei la mia vita

e non mi sembra vero di pregarti così:

Padre d'ogni uomo - e non t'ho visto mai

Spirito di vita - e nacqui da una donna

Figlio mio fratello - e sono solo un uomo

eppure io capisco che Tu sei verità.

 

RIT. E imparerò a guardare tutto il mondo

con gli occhi trasparenti di un bambino

e insegnerò a chiamarti "Padre nostro"

ad ogni figlio che diventa uomo 2 v.

 

Io lo so Signore che Tu mi sei vicino,

luce alla mia mente, guida al mio cammino,

mano che sorregge, sguardo che perdona,

e non mi sembra vero che Tu esista così.

Dove nasce amore tu sei la sorgente,

dove c'è una croce Tu sei la speranza,

dove il tempo fine Tu sei vita eterna

e so che posso sempre contare su di Te.

 

RIT. E accoglierò la vita come un dono

e avrò il coraggio di morire anch'io

e incontro a Te verrò col mio fratello

che non si sente amato da nessuno. 2 v.

 

 

6ª VERONICA ASCIUGA IL VOLTO DI GESU’

- A cura del Gruppo Insieme si può di Cusighe-Sargnano -

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Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.Dal Vangelo secondo Luca

Un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui.

 

Francesco, uomo della fraternità

Dall’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco: “Fratelli tutti”, scriveva San Francesco d’Assisi per rivolgersi a tutti i fratelli e le sorelle e proporre loro una forma di vita dal sapore del Vangelo… Egli ha spiegato l’essenziale di una fraternità aperta, che permette di riconoscere, apprezzare e amare ogni persona al di là della vicinanza fisica, al di là del luogo del mondo dove è nata o abita”.

 

Commento

Gesù, lungo la via della croce, incontra il dolore dell’umanità. Il Samaritano non passa oltre, non rimane indifferente. Si china sulle sue ferite e se ne prende cura. Come ha fatto Veronica, con grande sensibilità e compassione, compiendo un semplice gesto di amore per Gesù.

Questa è anche la strada che ha percorso San Francesco d’Assisi. Francesco ha scelto di guardare ogni persona come un fratello, soprattutto chi è ferito, scartato o dimenticato.

Sulla via della croce impariamo che la vera fraternità nasce dalla compassione: vedere, fermarsi, avvicinarsi, curare.

Così, seguendo l’esempio di San Francesco, potremo camminare sulla via della croce portando nel mondo la sua pace e la sua compassione.

 

Preghiera

Ripetiamo insieme: Ascoltaci, o Signore

 

Aiutaci Signore a diventare “buoni samaritani” nel mondo, capaci di fasciare le ferite di chi incontriamo, con gesti di misericordia, di ascolto e di amore. Preghiamo. Rit.

 

Signore, insegnaci a vivere la fraternità, che riconosce ogni uomo e ogni donna come fratello e sorella. Donaci occhi che sappiano vedere il dolore e un cuore che sappia fermarsi. Preghiamo. Rit.

 

 

♪♪ CANTO: Dolce sentire ♪♪

 

Dolce è sentire come nel mio cuore

ora umilmente sta nascendo amore.
Dolce è capire che non son più solo

ma che son parte di una immensa vita
che generosa risplende intorno a me,

Dono di Lui, del Suo immenso amore.

 

Ci ha dato il cielo e le chiare stelle

fratello sole e sorella luna,
la madre terra con frutti, prati e fiori,

il fuoco e il vento l'aria e l'acqua pura,
fonte di vita per le sue creature.

Dono di Lui, del Suo immenso amore.

 

Sia laudato, nostro Signore

che ha creato l'universo intero;
sia laudato, nostro Signore

noi tutti siamo sue creature.
Dono di Lui, del Suo immenso amor.

Beato chi lo serve in umiltà.

 


7ª stazione: GESU’ CADE SOTTO IL PESO DELLA CROCE

- A cura del Gruppo della Parola di Cusighe -

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Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.Dalla 1ª lettera di S. Pietro apostolo

Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, dalle sue piaghe siete stati guariti. Eravate erranti come pecore, ma ora siete tornati al pastore e guardiano delle vostre anime.

 

Francesco, uomo della letizia

San Francesco voleva che i frati esprimessero anche all’esterno, nei gesti e nel modo di porsi, tutta la gioia spirituale che li animava interiormente. Ecco come li esortava ad essere: «Si guardino i frati dal mostrarsi tristi di fuori e rannuvolati come gli ipocriti, ma si mostrino lieti nel Signore, ilari e convenientemente graziosi» (2 Cel 128).

 

Commento

Gesù, schiacciato dal peso della croce, cade a terra. È il peso dei peccati e delle fragilità dell’umanità che Egli porta su di sé. Cristo ci mostra che anche nella debolezza e nella fatica possiamo continuare il cammino, fidandoci del Padre. Anche San Francesco d’Assisi nelle prove, nella povertà e nelle difficoltà, non ha scelto la tristezza, ma la letizia del cuore. Per lui la gioia non era superficialità, ma la certezza che il Signore è vicino anche quando il cammino diventa pesante. Per questo esortava i suoi frati a non mostrarsi tristi o scoraggiati, ma lieti nel Signore. La vera gioia nasce proprio quando, anche dopo una caduta, troviamo la forza di rialzarci e di continuare a seguire Cristo.

 

Preghiera

Signore Gesù, quando il peso della nostra croce ci fa cadere, donaci lo spirito di San Francesco: un cuore capace di fidarsi di te e di custodire la letizia anche nelle difficoltà, sapendo che tu cammini sempre accanto a noi. Amen.

 

 

♪♪ CANTO: Servo per amore ♪♪

 

Una notte di sudore sulla barca in mezzo al mare
e mentre il cielo s'imbianca già tu guardi le tue reti vuote.

Ma la voce che ti chiama un altro mare ti mostrerà

e sulle rive di ogni cuore le tue reti getterai.


RIT. Offri la vita tua come Maria ai piedi della croce

e sarai servo di ogni uomo, servo per amore,

sacerdote per l'umanità.

Avanzavi nel silenzio fra le lacrime e speravi

che il seme sparso davanti a te cadesse sulla buona terra.

Ora il cuore tuo è in festa perché il grano biondeggia ormai

è maturato sotto il sole puoi deporlo nei granai. Rit.

 

 

8ª stazione: GESU’ INCONTRA LE DONNE DI GERUSALEMME

- A cura del Gruppo Catechisti di Cavarzano -

Dal Vangelo secondo Luca

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Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: "Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: "Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato". Allora cominceranno a dire ai monti: "Cadete su di noi!", e alle colline: "Copriteci!". Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?". 

 

Francesco, uomo che ama il Creato

Dalla “Laudato si’” di Papa Francesco: “S. Francesco manifestò un’attenzione particolare verso la creazione di Dio e verso i poveri e gli abbandonati. Era un mistico e un pellegrino che viveva con semplicità e in una meravigliosa armonia con Dio, con gli altri, con la natura e con se stesso”.

 

Commento

Le donne di Gerusalemme siamo tutti noi ogni volta che davanti all’evidenza delle cose ci fermiamo alla superficie del dolore, senza domandarci come possiamo cambiare la realtà. Gesù, malgrado la sofferenza che sta provando, volge loro sguardo e chiede un cambio di prospettiva. Queste donne vedono nella croce una maledizione; il Signore vi vede la redenzione, la remissione dei peccati e la consolazione per gli oppressi. Chiede quindi loro di non piangere, bensì di avere occhi aperti per cogliere e annunciare, nel travaglio dell’ora, la vita nuova della Pasqua. Anche oggi tutte le madri del mondo piangono per i loro figli, sia vivi che morti, perché vorrebbero proteggerli e forse vorrebbero non averli messi in questo mondo, ma il Signore elargisce amore e speranza, accogliendo le sofferenze nella sua Croce e portando speranza nuova.

San Francesco, illuminato dall’esempio di Cristo, assume una nuova prospettiva nella sua esistenza. Cambia vita e mostra una attenzione particolare verso i più poveri e abbandonati, unendosi alla loro umiltà. Infatti solo nella povertà riesce ad avere un nuovo sguardo che gli permette di cogliere e apprezzare il Creato, rispettandolo per quanto gli offriva. Insuperabile l’attenzione di Francesco per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore. Per lui il grido della terra e quello dei poveri sono lo stesso grido. La sua scelta voluta di povertà gli permette di assumere una prospettiva nuova che ci sfida rispetto al consumismo e alla superficialità.

 

Preghiera

Ripetiamo insieme: Signore, speranza viva, noi confidiamo in Te.

 

Col Tuo sguardo, Signore, non ci batteremo petto e non ci lamenteremo, bensì cercheremo in Te la forza affidandoci con fede. Preghiamo. Rit.

 

Per tutte le mamme e le donne che soffrono, affinché riescano a condividere con Te la loro croce trovando consolazione e speranza. Preghiamo. Rit.

 

A fronte dei recenti avvenimenti di guerra, dove gli uomini e il creato passano in secondo piano rispetto agli interessi spesso individualistici, illumina le menti per assumere nuova prospettiva. Preghiamo. Rit.

 

San Francesco, tu che, come Gesù, sei stato tra gli ultimi e i poveri insegnandoci l’umiltà, accompagnaci a ritrovare ciò che conta davvero. Preghiamo. Rit.

 

 

♪♪ CANTO: Laudato sii Signore mio ♪♪

 

Laudato sii, Signore mio (4 v)

 

Per il sole di ogni giorno, che riscalda e dona vita,
egli illumina il cammino, di chi cerca te, Signore,
Per la luna e le stelle, io le sento mie sorelle;
le hai formate su nel cielo, e le doni a chi è nel buio.

 

Per la nostra madre terra, che ci dona fiori ed erba;
su di lei noi fatichiamo, per il pane di ogni giorno.
Per chi soffre con coraggio e perdona nel tuo amore:
tu gli dai la pace tua, alla sera della vita.

 

Per la morte che è di tutti, io la sento ogni istante;
ma se vivo nel tuo amore, dona un senso alla mia vita.
Per l’amore che è nel mondo, tra una donna e l’uomo suo;
per la vita dei bambini, che il mio mondo fanno nuovo.

 

Io canto mio Signore, e con me la creazione,
ti ringrazia umilmente, perché tu sei il Signore.

 

 

9ª stazione: GESU’ VIENE SPOGLIATO E CROCIFISSO

 

- A cura del Gruppo Lettori della Parrocchia di don Bosco -

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Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.

Dal Vangelo secondo Matteo

Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa "Luogo del cranio", gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte.

Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: "Costui è Gesù, il re dei Giudei". Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.

 

Francesco, uomo innamorato di Gesù Crocifisso e della Chiesa

“Un giorno, passò accanto alla chiesa di San Damiano, quasi in rovina e abbandonata da tutti. 
Condotto dallo Spirito, entra a pregare, si prostra supplice e devoto davanti al Crocifisso e, toccato in modo straordinario dalla grazia divina, si ritrova totalmente cambiato. Mentre egli è così profondamente commosso, all’improvviso, cosa da sempre inaudita, l’immagine di Cristo crocifisso, dal dipinto gli parla, movendo le labbra. Francesco, - gli dice chiamandolo per nome, va’, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina” (Dalla Vita Seconda di San Francesco di fra Tommaso da Celano, FF 593).

 

Commento
Davanti al crocifisso, a differenza dei soldati che rimangono indifferenti davanti alla sofferenza di Gesù e si spartiscono le sue vesti tirandole a sostegno, Francesco si prostra, supplico e devoto, prova compassione (patisce insieme) verso il crocifisso e il Signore gli parla. Anche noi siamo chiamati a stare di fronte al Cristo crocifisso con la consapevolezza che con il suo immenso atto d'Amore ci ha salvati e ci chiama così ad essere suoi testimoni nella nostra vita quotidiana.

 

Preghiera

Signore Gesù, concedi a noi di essere fedeli all'impegno cristiano: di spogliarci della nostra superbia, di rivestire la tua umiltà; di deporre la violenza, per indossare la mitezza; di denudarci del nostro egoismo, per ricoprirci con il tuo amore. A te, Gesù spogliato delle vesti, vestito della gloria della divinità, ogni onore e gloria nei secoli eterni. Amen

 

 

♪♪ CANTO: Canzone di San Damiano ♪♪

 

Ogni uomo semplice porta in cuore un sogno,
con amore ed umiltà potrà costruirlo.

Se davvero tu saprai vivere umilmente

più felice tu sarai anche senza niente.

 

Se vorrai ogni giorno con il tuo sudore 
una pietra dopo l’altra alto arriverai.

 

Nella vita semplice troverai la strada

che la calma donerà al tuo cuore puro.

E le gioie semplici sono le più belle

sono quelle che alla fine sono le più grandi.

 

Dai e dai ogni giorno con il tuo sudore 
una pietra sopra l’altra alto arriverai.

 

 

Immagine che contiene statua, simbolo, arte, testo

Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.10ª STAZIONE: GESÙ MUORE IN CROCE E DONA LO SPIRITO

- A cura del Gruppo Monfortano della Parrocchia di don Bosco -

Dal Vangelo secondo Giovanni

Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: "Ho sete". Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: “È compiuto!". E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

 

Francesco, uomo della missione

La vita di Francesco ci insegna che annunciare il Vangelo non significa solo proclamare parole, ma diventare Vangelo vivente. Quando Francesco andava per le strade, non faceva lunghi discorsi accademici. La gente, guardandolo, vedeva un uomo che incarnava la mitezza, la povertà e la gioia di Gesù.

Spesso citiamo la famosa frase (attribuita al santo): "Predicate sempre il Vangelo e, se fosse necessario, anche con le parole". 

 

Commento

Nel Vangelo di Giovanni, l’ultimo respiro di Gesù non è solo la fine di una vita terrena: è un dono. «È compiuto» non è un grido di sconfitta, ma la dichiarazione che l’amore è arrivato fino in fondo, senza riserve. Gesù non trattiene nulla per sé: consegna lo Spirito, apre una sorgente che non si esaurirà più.  Il suo «Ho sete» non è solo sete fisica. È la sete di essere accolto, di trovare cuori disponibili a lasciarsi amare e trasformare. È la sete di un mondo che ancora ha difficoltà a conoscere la misericordia del Padre. In questa luce, la figura di san Francesco diventa un’icona vivente di ciò che accade sulla croce. Anche lui, come Gesù, non ha annunciato il Vangelo solo con parole, ma con la trasparenza della vita. La sua povertà, la sua mitezza, la sua gioia erano un modo concreto di dire: “Lo Spirito che Gesù ha consegnato sulla croce vive in me.” La frase attribuita a Francesco – “Predicate sempre il Vangelo e, se fosse necessario, anche con le parole” – è un invito alla coerenza. È un richiamo a diventare persone che, come Gesù sulla croce, parlano soprattutto attraverso il dono di sé. Lasciamoci dunque riempire dallo Spirito che Gesù ha consegnato, per diventare anche noi “missione vivente”, come Maria ai piedi della croce e come Francesco sulle strade del mondo.

 

Preghiera

Signore Gesù, nel momento in cui tutto sembra finire, Tu apri per noi la sorgente della vita. Hai sete del nostro amore, della nostra fiducia e della nostra disponibilità. Donaci il tuo Spirito, perché anche noi, come Francesco, possiamo essere Vangelo vivo: mite nelle relazioni, povero di sé, ricco di gioia, capace di annunciare con la vita ciò che crediamo con il cuore. Maria, Madre nostra ai piedi della croce, insegnaci a stare accanto a ogni dolore e a lasciarci trasformare dall’amore che non muore. Amen.

 

Riflessione conclusiva

 

Preghiera per il Giubileo francescano

San Francesco, fratello nostro, tu che ottocento anni or sono andavi incontro a sorella morte come un uomo pacificato, intercedi per noi presso il Signore.

Tu nel Crocifisso di San Damiano hai riconosciuto la pace vera, insegnaci a cercare in Lui la sorgente di ogni riconciliazione che abbatte ogni muro.

Tu che, disarmato, hai attraversato le linee di guerra e di incomprensione, donaci il coraggio di costruire ponti dove il mondo erige confini. In questo tempo afflitto da conflitti e divisioni, intercedi perché diventiamo operatori di pace: testimoni disarmati e disarmanti della pace che viene da Cristo. Amen.

Benedizione

 

♪♪ CANTO: Resta qui con noi ♪♪

 

Le ombre si distendono

scende ormai la sera, 
e s'allontanano dietro ai monti

i riflessi di un giorno che non finirà, 
di un giorno che ora scorrerà sempre

perché sappiamo che una nuova vita

da qui è partita e mai più si fermerà.

 

RIT. Resta qui con noi, il sole scende già, 

resta qui con noi, Signore è sera ormai.
Resta qui con noi, il sole scende già, 
se tu sei tra noi la notte non verrà.

 

S'allarga verso il mare

il tuo cerchio d'onda

che il vento spingerà fino a quando

giungerà ai confini di ogni cuore alle porte dell'amore vero.

Come una fiamma che dove passa brucia

così il tuo amore tutto il mondo invaderà. Rit.

 

Davanti a noi l'umanità

lotta, soffre e spera, 
come una terra che nell'arsura

chieda l'acqua da un cielo senza nuvole

ma che sempre le può dare vita.

Con te saremo sorgenti d'acqua pura

con te fra noi il deserto fiorirà. Rit.